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giovedì, 10 aprile 2008
Polemica! meets Concorrenza sleale, ovvero:

Anche tu critico revisionista à la gerrigarsia


C’è una scena, in questo capolavoro pastoso ed implacabilmente cinematografico, di quella cinefilia che milioni di grassi e maleodoranti parassiti delle sale cinematografiche non saranno mai capaci di provare, c’è una scena chiave. È la scena dell’agguato di Smith nel deposito d’armi, l’ennesima, insensata, mal costruita ed involontariamente ridicola sequenza d’azione (di questo film, di quest’anno di film, della storia del cinema) a sentire i suddetti culipiatti, una sequenza invece agnitiva, filosoficamente disvelatrice alla maniera schopenaueriana.

 

Quando Smith tira i fili collegati alle armi per massacrare decine e decine di tirapiedi di Giamatti non è solo alto citazionismo (vengono in mente McGyver e l’A-Team trasfigurati e resi naif dalla memoria di noi-bambini, oltre ovviamente a Commando, nume tutelare di tutto il film), è catarsi, è rivelazione, è un fulmine sulla via di Damasco: solo allora capiamo che siamo noi, quei tirapiedi, solo allora la critica sociale post-marxista di un Michael Davis guidato per mano da Calliope e Melpomene (ma anche da Tersicore, in ogni meraviglioso fotogramma d’azione che si instilla nel cristallino) appare evidente nella sua complessità. Smith, la forza annientante e anch’essa anonima, Smith che è americano e non è Nessuno, è Ulisse ed è i Savi di Sion, le Parche, le Moire, la Tuke ed i rettiliani, non è mai stato così simile eppure così lontano da noi, dalle nostre imprecisioni, dalla nostra mira imperfetta, dai nostri piani fallibili, dalle nostre rincorse vane, dai nostri volti anonimi e tutti uguali di fronte alla morte, mai così bramoso di vendetta, braccio della rivincita della natura (le molte carote del film) su quell’essere umano che l’ha deturpata e pervertita senza pietà.

 

C’è molta vita, in questo Shoot ‘em up, dal titolo che rifugge le intabarrate frocetterie da reazionario esteta della lingua (per spolparla e ridurla alla sostanza, de-metaforizzata, di ogni film d’azione, e quindi al suo unico valore) alle sue manifestazioni più materiali, più vere, palpabili: il sangue ed il latte, la nascita e la morte, eros e thanatos, Baggio e Del Piero, il film si sviluppa per dicotomie avvolgendosi a spirale in una tensione crescente, ossessiva, lynchana come Lynch non è più riuscito a fare da dopo Twin Peaks: chi sono i “cattivi”? Come arrivano ogni volta a Smith? Davis risponde non rispondendo, vittima anche lui – nel senso più propriamente postmoderno – del crollo di ogni certezza, del pensiero debole, dell’ansia nell’inconscio collettivo post-11/9. E c’è molta vita nella morte che occupa questo film, che diventa un atto prima meccanico e poi maieutico, fordiano epperò redivivo.

 

La Bellucci parla più in italiano che in inglese, un lampante richiamo non solo all’incomunicabilità (ecco ancora l’uomo solo e sperduto della postmodernità), ma anche ad una tradizione del plurilinguismo nei fatti di sangue che parte da Dante (il suo Inferno, carino) per passare attraverso il Finnegan’s Wake di Joyce (encomiabile) e l’ultimo Cronemberg (deboluccio, smorto, insignificante – perché la gente guarda questo e non 300?). E la prova d’autore del trio di stelle – Owen, Giamatti, la Bellucci – in un’interpretazione anti-stanislawskiana, irreale/surreale, decadente ed inquietantemente antirealista – e quindi estremamente realista – mette i brividi (si veda il wit dadaista e sconclusionato del villain Giamatti, qui forse nella migliore interpretazione della sua carriera - in odor di Oscar?).

 

Non fatevi ingannare dal coro di cornacchie: Shoot ‘em up è il vero capolavoro di questo 2008.

 

 

[se non si fosse capito cosa ne penso veramente, esprimerò il mio parere con i biechi numeri:


]

[Rimuginato da:punch-drunk] • 02:36 • plinkcommenti (10)
opinioni, questo triste mondo malato, polemica, homemade fiction


Commenti
#1   10 Aprile 2008 - 12:33
 
fantastico! :))))
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#2   10 Aprile 2008 - 12:58
 
Tu già sai.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kekkoz

#3   10 Aprile 2008 - 13:03
 
Applausi scomposti.
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#4   10 Aprile 2008 - 16:47
 
ciao gio'!

BERLUSCONI PER UN VIDEO:
http://trecroci.splinder.com/post/16685306/BERLUSCONI+PER+UN+GIORNO
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente marco83p

#5   10 Aprile 2008 - 17:00
 
kekkoz, souffle, udp: grazie a tutti e tre. ricordo che a breve aprirà il paypal per monetizzare questi complimenti :D (dio, faccio le faccine...)
marco: sì, ho visto anche la mail. appena posso, ma'.
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#6   10 Aprile 2008 - 18:15
 
meraviglioso. ci metto la faccina, va' :)
utente anonimo

#7   14 Aprile 2008 - 23:02
 
La cosa piu' incredibile e' che la Bellucci recita quasi peggio in italiano che in inglese... nel senso che se non altro in inglese le battute hanno una scusa passabile per uscirle malissimo
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#8   30 Aprile 2008 - 20:37
 
Non è vero niente. Soprattutto: CroneNberg, non CroneMberg.

H.
utente anonimo

#9   30 Aprile 2008 - 21:53
 
acc. e pensare che non era un refuso, affatto: fino a due minuti prima di scriverlo ero convinto si chiamasse kronemburg, come la birra.
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#10   02 Maggio 2008 - 23:04
 
E cmq Smith non è americano, ammesso che io ci abbia capito qualcosa di quello che hai scritto--
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Commenti

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